progetto giochiamo
- Presentazione Mostra
GIOCHIAMO? Il gioco
è un aspetto della vita di ogni bambino di cui, spesso, noi adulti
tendiamo a sottovalutare l’importanza o comunque a dare per scontato,
tanto da non soffermarci ad osservare come e con cosa giocano i ragazzi.
Durante
un viaggio in Asia nel 1991, vedendo i bambini giocare, l’autore,
Stefano Anzola, ha iniziato a catturare, grazie alle immagini
fotografiche, le diverse modalità e tipologie di gioco usate
dai bambini nel mondo. Così
l’autore ha cominciato a ricercare in ogni viaggio, in ogni Paese, le
situazioni ludiche per
mostrare ai bambini occidentali e ai loro genitori una diversa realtà,
che spesso non è molto dissimile a quella esistente fino a qualche anno
fa nella nostra società. Raccogliendo tutte le immagini, è nata
l’idea della mostra che, oltre ad avere questo importante scopo, vuole
anche essere il modo di raccogliere fondi per le diverse associazioni
che operano a favore dei bambini. La
mostra fotografica, composta da
60 immagini in dimensione 40 x 60, riportate su materiale plastico, verrà
inaugurata a Colorno (Pr), presso la Chiesa di S.Stefano, il 21 Aprile
2007 per rimanervi fino al 20 Maggio. Da qui la raccolta verrà
trasferita in diverse città, a cura delle associazioni che la
ospiteranno, a cui andrà il ricavato della vendita di cartoline
riportanti le dodici fotografie più significative della mostra che
potranno anche riportare il nome e il logo dello sponsor. Sarà
possibile, inoltre, acquistare il catalogo della mostra arricchito anche
da un piccolo “trattato” sul gioco. Ovviamente anche il ricavato di
questa vendita andrà alle associazioni benefiche. Ma
se la mostra è creata
soprattutto per i piccoli, non lo è solo per quelli più sfortunati, ma
anche per i “nostri” bambini che spesso hanno i giocattoli più
nuovi e tecnologici,
ma non sono capaci di apprezzare la semplicità e la gioia di costruirli
con le proprie mani. Per
questo motivo si è pensato di regalare ad ogni bambino che visiterà la
mostra dei fogli colorati riportanti diversi giochi o giocattoli da
costruire con materiali semplici, da portare poi a casa per giocare, in
maniera diversa, con gli amici e i genitori. Interessante
sarebbe riuscire a coinvolgere attivamente le scuole. Per questo è
stato pensato un progetto didattico… IL
GIOCO NEL MONDO A
seguito della mostra fotografica, creata con immagini di giochi e
giocattoli fatte nei vari Paesi del mondo, sarebbe importante non
sprecare l’opportunità di far riscoprire il valore e l’importanza
del gioco agli adulti, ma soprattutto ai bambini. Il gioco,
elemento fondamentale per l’armoniosa crescita di ogni bambino e
esperienza primaria per
comprendere e affrontare il mondo adulto, ha forse perso, negli ultimi
anni, una sua importante componente: la fantasia. Sicuramente
la fantasia nell’utilizzo dei vari giochi e, in particolar modo,
giocattoli è tuttora presente, ma spesso manca la creatività e
l’impegno nella vera e
propria costruzione, cosa che può rendere il gioco non un passatempo
‘passivo’ ma una
manifestazione ‘attiva’ della personalità unica di ogni piccolo. La
raccolta fotografica può, a questo proposito, mostrare ai bambini sia
come giocano gli altri bambini nel mondo, ma soprattutto può essere un
ottimo spunto per fargli riprovare l’emozione di inventare e
costruire. Per
questo motivo potrebbe essere importante coinvolgere le scuole,
proponendo sicuramente la visita alla mostra, ma anche un lavoro
successivo che potesse interessare le varie classi: -
la costruzione di un gioco o più giochi, fatti con materiali
riciclati o
comunque ‘poveri’; -
l’invenzione di un gioco, utilizzando qualsiasi tipo di
materiale che ci circonda; -
la stesura di un elaborato, individuale o di gruppo, che abbia
come tema il gioco. Si
potrebbe indicare alle classi dei vari istituti, che vorranno aderire al
progetto, di scegliere tra le proposte, in base anche all’età degli
alunni (sicuramente la prima proposta è più adatta ai bambini delle
prime classi della scuola primaria, mentre la terza può essere rivolta
soprattutto ai ragazzi più grandi). Inoltre
si potrebbe pensare di premiare i lavori giudicati migliori e di esporli
poi a seguito della mostra. Questa è
solo una prima bozza che sicuramente va ampliata e approfondita, anche
in base alla disponibilità e adesione dei vari istituti scolastici. Sicuramente
va sottolineato il fatto che riflettere sul gioco e
mettersi alla prova nel costruire e nell’inventare potrebbe
essere un’occasione unica e irripetibile di crescita sia per i
bambini che per i genitori e gli insegnanti coinvolti. Dott.ssa Paola Cinnella Psicologa
dello Sviluppo e dell’Educazione Questa
mostra fotografica è apparsa come un’opportunità di riflessione così
importante sia per gli adulti che per i bambini, tanto da essere il tema
del calendario dell’ associazione “Avis” di Colorno (Pr), di cui
qui si riporta la presentazione. “GIOCHIAMO” MOSTRA
FOTOGRAFICA DEDICATA AI BAMBINI, A FAVORE DELL’INFANZIA NEL MONDO. Tutti gli
adulti sono stati bambini, e per ogni
bambino il modo migliore di conoscere il “mondo dei grandi”
è giocare. Ma come
giocano i bambini nel mondo? È questa
la domanda a cui l’autore di queste fotografie, Stefano Anzola, ha
cercato di dare una risposta. Viaggiando per il mondo, osservando la
vita delle popolazioni più diverse che abitano il nostro pianeta, è
stato impossibile non scoprire l’universo dei piccoli, fatto di giochi
e giocattoli molto diversi nei materiali ma fondamentalmente tanto
simili. E così
viaggio dopo viaggio, foto dopo foto, è nata l’idea di
mostrare, attraverso questa
raccolta di immagini, dei giochi forse poveri e semplici ma ricchi di
fantasia e creatività. Non è
certo facile costruire giocattoli o inventare giochi con pochi mezzi, ma
una macchinina è pur sempre una macchinina e un pallone fatto di
stracci rotolerà lontano come quello di cuoio. E chissà
se noi con questi giochi, spesso creati con materiali riciclati e poco
colorati, riusciremmo a
divertirci… Chissà
se l’impegno per inventarli e costruirli li avrà resi più magici e
speciali… Chissà
se a qualcuno di noi non verrà un po’ di nostalgia, ripensando alla
propria infanzia… Sono
questi solo alcuni dei pensieri e sentimenti che si possono sprigionare
quando ci si imbatte in un mondo fantastico, tanto lontano ma forse più
vicino di quanto possa sembrare.
La critica di Giacomo Marchetti Stefano Anzola,colornese classe
1957,da anni si dedica con passione alla fotografia di reportage, ma non
come un turista che colleziona immagini-ricordo. Dalle zone del mondo da lui
visitate, spesso fuori dai circuiti massificati,scaturiscono lavori di
documentazione accuratamente strutturati,con i quali si è imposto
all’attenzione degli amanti della fotografia. La mostra “GIOCIAMO” è
un’estrapolazione tematica dai suoi racconti fotografici;ma si badi
bene, non costruita a posteriori bensì come sviluppo di un progetto di
lungo respiro. Fotografia diretta,quella di Anzola:
si connota tutta nell’aggettivo la cifra stilistica dell’autore.In
gergo pugilistico il diretto è un colpo rapido e senza deviazioni verso
il bersaglio,e il suo bersaglio è l’attimo di vita che gli sta
davanti o il dettaglio che è anche racconto condensato. La simbiosi del suo occhio con lo
strumento fotografico avvalora la massima di Zola: “Non potete dire di
aver visto qualcosa se non l’avete fotografato”. La costruzione delle immagini è
rigorosa ed equilibrata,ma nello stesso tempo ci comunica una sensazione
di spontaneità quasi istintiva,ci restituisce lo stupore intatto della
sorpresa. L’autore non indulge mai a vuoto
estetismo,non declina stilemi pretestuosamente mutuati da altri generi
artistici. Il suo atteggiamento
fotograficamente ‘conservatore’ è figlio della comune cultura
realista padana ma è anche omaggio alla storia della fotografia da un
lato e un atto d’amore verso la sua tradizione.Progressista infatti è
colui che riconosce che il passato è morto,conservatore colui che sa
ancora amarlo. Il mitico Robert Capa sosteneva che
una buona fotografia di reportage la ottieni a seconda della distanza:più
vicino sei al soggetto,più la foto è interessante.Anzola
istintivamente ha fatto propria questa posizione attraverso l’uso
frequente del grandangolo,che pone lui,e noi con lui, nel bel mezzo
dell’azione. In questo lavoro la sua attenzione
si è soffermata sul momento più qualificante dell’infanzia:il gioco. Nei paesi che Anzola ha
visitato,dove regnano la povertà e la dura fatica della quotidianità,il
gioco rappresenta un allontanarsi dalla vita ordinaria o ‘vera’,ordisce
un mondo quasi virtuale dove può ancora avere casa il sorriso. L’autore con i suoi scatti è
riuscito a cogliere la grande capacità liberatoria del gioco. Il gioco è indispensabile
all’individuo come funzione biologica (condivisa per altro dagli
animali),ed è indispensabile alla collettività per il senso che
contiene,per i legami spirituali e sociali che crea,insomma in quanto
funzione culturale. Non intendo addentrarmi nei
molteplici significati del gioco analizzati specificatamente in altra
parte della presentazione. Vorrei solo testimoniare la mia
personale emozione di fronte a queste immagini,che mi riportano
inevitabilmente ad una età,ahimé,ormai lontana. Alcuni
dei giochi fotografati da Anzola sono stati anche i miei o quelli dei
miei amici,a dimostrazione,se mai ve ne fosse bisogno,che non esistono
barriere di spazio e di tempo per la fantasia e la
creatività,e che certi archetipi umani sono autenticamente universali. Fantasia e creatività che il nostro
ricco mondo ha contribuito ad affievolire nei nostri figli. E’ un’amara cartina tornasole il
gioco:capiamo di essere diventati vecchi quando non riusciamo più a
giocare. In molte foto appaiono giocattoli
fatti di fil di ferro,delicati e fragili come i sogni di quei
bambini,eppure sono essi che contribuiscono a sprigionare la loro
energia e vitalità;a noi adulti non resta che l’ammirazione e anche
un po’ di sana invidia.
Giacomo Marchetti.
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